Dai bilanci ho sempre rifuggito, sono operazioni masochistiche e inutili: neppure i bilanci degli Stati o delle società funzionano, figuriamoci quelli di un regista. È chiaro che in questa fase, del Paese e del mio mestiere, finire un film mi sembra abbia un sapore diverso: dato che il cinema pare un passatempo rituale e sorpassato, non sai se e quando ricomincerai a lavorare, se potrai, se ne avrai voglia...
diceva Federico Fellini a proposito dei bilanci e del suo lavoro. Eppure, nonostante io sia fondamentalmente concorde nel definirli “operazioni masochistiche” poco fa mi sono ritrovato a considerare l'idea di un piccolo bilancio. Mi succede sempre di questa stagione, e come da regola finisce sempre per dimostrarsi inevitabilmente un ponte che incompiuto che finisce nel vuoto. Il rischio è sempre quello di cadere giù facendosi un gran male.
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